A+ R A-

Storia

Non è stato stabilito con certezza se il nome del paese venga dal fiume Comano, o si riferisca ad un campo fortificato romano, attraversato da un "decumanus". Dicomano è un'antica località che in origine è stata abitata e fondata dagli Etruschi, infatti molte costruzioni e reperti riesumati sono stati classificati come costruzione loro. nella località di Prato al Vinco (frazione Frascole) possiamo trovare un percorso edificato ed abitato dagli Etruschi. una città ricca di storia. e molto interessante anche se poco conosciuta e quindi poco curata.

Monumenti e luoghi d'interesse

Tra i principali luoghi di interesse va menzionato il borgo che presenta nella via principale alcuni loggiati comunicanti costituiti da archi sorretti da colonne a sezione quadrangolare che risalgono al secolo XVII.

Architetture religiose

  • Pieve di Santa Maria (Dicomano), presenta una struttura tipica del contado del XII secolo. Ricordata dal 1136 e danneggiata dal terremoto del 1542, ha subito vari interventi di restauro. La poderosa torre campanaria probabilmente è di origine militare. Ha impianto basilicale a tre navate separate da archeggiature impostate su pilastri. Il suo orientamento è stato rovesciato, in quanto il portale si apre dove in origine era l'abside semicircolare All'interno un bassorilievo, attribuito a Santi di Buttiglione "Nozze di Sant'Anna con San Giovacchino", un dipinto del XVII secolo di Agostino Melissi "Madonna con Bambino e Santi" e molti dipinti del XVI secolo:

    • "Madonna con Rosario" di Santi di Tito

    • "Natività" attribuita a Gamberucci

    • "Adorazione dei Magi" sempre di Gamberucci

    • "Assunta" di Francesco Curradi

    • "Madonna del Carmine" di Giovan Battista Naldini

  • Oratorio di Sant'Onofrio, si incontra uscendo da Dicomano percorrendo la strada che porta a Forlì, buon esempio di Neoclassicismo italiano, recentemente restaurato. L'opera, di Giuseppe Del Rosso, risale al 1796 su richiesta della famiglia Dalle Pozze. L'imponente portico che lo caratterizza è stato costruito in pietra arenaria e presenta quattro colonne cilindriche sormontate da un frontone triangolare su cui poggiano due angeli. Dietro il portico si erge la vera e propria costruzione che supera in altezza il portico stesso. concludendosi con una cornice. Sul tetto della costruzione, spostato dal lato del portico, è presente un campanile a vela.

    L'interno presenta una cupola costruita su sedici colonne che presentano capitelli di stile corinzio. Dietro l'altare maggiore è possibile ammirare un'opera attribuita ad Andrea del Castagno la "Madonna dello Spedale". Poco distante, di lato, un'opera del 1662 di Lorenzo Lippi l'"Immacolata concezione fra i Santi".

  • Chiesa di Sant'Antonio Abate (Dicomano), si erge vicino allo "Spedale di Sant'Antonio a Onda", dove i pellegrini provenienti e diretti in Romagna ricevevano rifugio e ristoro. Al suo interno è presente una unica navata con quattro altari in pietra serena. L'arte è ben rappresentata da importanti opere come la terracotta rappresentante la "Madonna col Bambino in gloria d'Angeli", di scuola robbiana e risalente al 1504, e il dipinto giottesco del XIV secolo, la "Madonna con Bambino e Santi".

  • Oratorio della Santissima Annunziata, piccola cappella, fu ricostruita nelle attuali forme nel corso del secolo XVIII. Nell'interno, ad aula unica coperta a volta, sono due altari in pietra serena attribuibili a maestranze locali della metà del Settecento. Sull'altar maggiore, edificato nel 1780 in sobrie forme tardobarocche, si conserva un affresco della fine del secolo XV raffigurante l' "Annunciazione", assegnato ad ignoto pittore della scuola del Signorelli.

  • Chiesa di Santa Maria ad Agnano, citata come 'Monasterium de Agnano' in un diploma del 1191 dell'imperatore Arrigo VI, con il quale si conferma la sua appartenenza ai monaci vallombrosani di Sant'Ellero. Fu quasi completamente rovinata dal terremoto del giugno del 1919 e quindi ricostruita in stile neomedievale sul perimetro dell'edificio originario. La chiesa presenta la semplice facciata a capanna su cui si apre un portale con lunetta sormontato da un occhio. Nell'interno, ad un'unica navata coperta con tetto a capriate, si conserva, murato nella parete absidale, un ciborio in pietra serena della fine del XV secolo.

  • Pieve di San Martino a Corella, vecchia pieve è ricordata fin dal 1184 quale possesso del monastero di San Miniato al Monte. Sorta non lontana dall'importante passo per la Romagna, essa disponeva anche di un ospedale, dedicato a San Bartolomeo, ricetto per secoli di viaggiatori e pellegrini. L'antica pieve fu abbandonata e riedificata, in posizione più elevata, fra l'ottavo e il nono decennio del Settecento. La chiesa attuale, con facciata a quattro spioventi ed agile torre campanaria, è stato oggetto di rifacimenti nel corso del secolo XIX. All'interno è una tela con la "Madonna con i Santi Pietro e Paolo", datata 1646. Un'altra tela seicentesca con "Santa Caterina d'Alessandria" di Lorenzo Lippi è conservata presso la pieve di Santa Maria a Dicomano.

  • Convento di San Giovanni Battista a Sandetole, ricordata come pieve dalla fine del X secolo, fu ristrutturata dai francescani all'inizio del Settecento assieme all'annesso convento. L'interno è decorato da affreschi neoclassici e da tele settecentesche, fra le quali si segnala il "Transito di San Giuseppe" di Michele Pacini (1732). Il coro ligneo e l'arredamento della sagrestia furono scolpiti in quegli stessi anni nei quali venne integralmente ridecorata la chiesa, la quale viene così a costituire una valida testimonianza del gusto tardobarocco diffusosi al tempo degli ultimi Medici. Ugualmente settecentesco è il grande edificio conventuale che affianca la chiesa.

FONTE :

L'Azienda agricola

images/allevamento_iltrebbiolo_home.png

allevamento di Vitelli

View more
images/AZIENDA/le_carni.jpg

Le nostre carni

View more
images/box/4.jpg

l'olio di nostra produzione

View more
images/box/2.jpg

le nostre olive

View more